Saluto del Presidente dell’ULSA S.E.R. Mons. Giorgio Corbellini - Udienza del 7 novembre 2015

Print Mail Pdf

SALUTO_SER_CORBELLINI

Santità,

 in occasione dell’odierna Udienza ai Dirigenti e ai dipendenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), Le esprimiamo un filiale omaggio anche a nome degli Enti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano che collaborano istituzionalmente con tale ente italiano. Essi sono: il Governatorato SCV, il Fondo Pensioni, l’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica (ULSA).

L’ULSA – in particolare – è stato istituto da San Giovanni Paolo II con Motu Proprio Nel primo anniversario, con il compito di contribuire a “far sì che nella particolare comunità di lavoro, operante alle dipendenze del Papa, sia fattivamente onorata la dignità di ciascun collaboratore; siano riconosciuti, tutelati, armonizzati e promossi i diritti economici e sociali di ogni membro; siano sempre più fedelmente adempiuti i rispettivi doveri; sia stimolato un vivo senso di responsabilità; sia reso sempre migliore il servizio”.

             E’, pertanto, con vivo piacere, Santità, che Le presento il personale dell’INPS, un Istituto molto familiare a tutto il popolo che vive in Italia, per il servizio capillare che svolge a favore dei cittadini e dei lavoratori.

“Nell’evoluzione dei popoli e delle civiltà l’idea della previdenza si è sviluppata dalle radici della beneficenza e dell’assistenza, differenziandosi, successivamente, da esse, fino a divenire un’istituzione giuridica, disciplinata attraverso la legislazione”.[1]

Ci lega con l’INPS una lunga tradizione di collaborazione, nel rispetto:

- del bene comune, come proposto dalla Dottrina sociale della Chiesa[2], e dei diritti sociali costituzionalmente garantiti in uno spirito di solidarietà;

- della specificità dei rispettivi ordinamenti;

- del riguardo ai rapporti internazionali nel quadro del Trattato Lateranense del 1929 e dunque al principio dei pacta sunt servanda;

- del favorire la mobilità tra Santa Sede/Stato della Città del Vaticano e Italia.

Fin dal 1956, mentre il Vaticano disponeva di un regime previdenziale proprio, è stata stipulata, in relazione alle esigenze del contesto storico, una Convenzione tra l’Istituto Nazionale della Previdenza sociale e il Governatorato dello SCV per l’assicurazione per la invalidità, la vecchiaia ed i superstiti del personale avventizio alle dipendenze delle amministrazioni dello SCV e della Santa Sede.[3]

Successivamente, con Motu Proprio “La preoccupazione” dell’8 settembre 1992, San Giovanni Paolo II ha istituito un Fondo Pensioni a favore del Personale ecclesiastico, religioso e laico alle dipendenze della Curia Romana, dello Stato della Città del Vaticano e degli Organismi o Enti gestiti in modo diretto dalla Sede Apostolica.

Dopo attenti studi da parte delle Commissioni bilaterali, con l’obiettivo di garantire, in un quadro di equilibrio generale, e nella continuità, condizioni adeguate di tutela della sicurezza sociale in risposta ai bisogni delle persone, è stata firmata il 16 giugno 2000 la Convenzione di sicurezza sociale tra la Santa Sede e la Repubblica italiana con il relativo Accordo Amministrativo, perfezionata con gli scambi degli strumenti di ratifica il 15 ottobre 2003 ed entrata in vigore dal 1° gennaio 2004[4]. I rapporti con l’INPS in questo settore sono tenuti dal Fondo Pensioni.

Un ulteriore importante rapporto tra la Santa Sede e l’Italia in materia previdenziale è consistito nello Scambio di Note Verbali tra l’Ambasciata d’Italia e la Segreteria di Stato rispettivamente del 4 - 13 maggio 2004, circa le modalità di comunicazione delle informazioni di carattere assistenziale e previdenziale dei dipendenti della Santa Sede, degli altri enti centrali della Chiesa gestiti direttamente dalla Santa Sede iscritti in istituti previdenziali italiani[5]. Tale scambio di note è nato dall’esigenza del rispetto delle comunicazioni informative di entrambe le Parti, nelle precise condizioni previste dal Trattato Lateranense del 1929; gli Enti interessati a detto Scambio di Note sono comunicati dall’ULSA all’INPS, previa intesa con la Segreteria di Stato.

Dallo speciale osservatorio che è l’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica e dal riscontro che riceviamo dal personale interessato, mi sento di ringraziare per la collaborazione, la disponibilità e la professionalità con cui gli Uffici periferici dell’INPS, competenti per la gestione di tale Convenzione, offrono periodica assistenza, di concerto con il Fondo Pensioni Vaticano, nel rispetto delle rispettive legislazioni ed ordinamenti.

Sono trascorsi, Santità, 10 anni dall’entrata in vigore di tale Convenzione e si è cercato, da entrambe le Parti, di onorarla al meglio. Ci si augura tale continuità di collaborazione, anche nel dinamismo evolutivo di eventuali nuovi contesti.

Santità, chiediamo la Sua benedizione per tutti noi, per i nostri colleghi, per le nostre famiglie, per il nostro lavoro!

 

[1] G. Ciocca, L’Evoluzione della previdenza e dell’assistenza (dalle origini al 1948) in Rivista degli infortuni e delle malattie professionali, n. 4-5, 1998, pp. 449- 485.

[2] Compendio ,n. 301.

[3] 6 giugno 1956, Atti Ufficiali INPS, 1956, p. 591.

[4] AAS 95 (2003) 830-848

[5] in http://www.ulsa.va/content/ulsa/it/quicklinks/bollettino-22-2014/scambio-note-verbali.html ed in J.I. Arrieta, Codice di Norme Vaticane, Venezia 2006, pp. 638-639.